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La F.I.G.B. Federazione Italiana Gioco Bridge

Nata nel 1937, sotto il nome di Associazione Italiana Bridge, per iniziativa di un gruppo di volenterosi pionieri milanesi, la F.I.G.B. è diventata nel 1951 Federazione Italiana Bridge.
Il 19 gennaio 1993 la Giunta Esecutiva del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha accolto la richiesta di riconoscimento quale "Disciplina Associata" della Federazione Italiana Bridge, che ha così assunto l'attuale denominazione di Federazione Italiana Gioco Bridge.
Il C.O.N.I. ha infatti ritenuto la Federazione idonea sia per le strutture organizzative sia per quanto concerne il movimento sportivo organizzato. Sport perché richiede disciplina, rigore, etica, applicazione, allenamento, agonismo, concentrazione, combattività, prontezza di riflessi, resistenza, tutte qualità che non possono estrinsecarsi senza un'adeguata attenzione riservata anche alla efficienza fisica.

Sessanta anni di storia legati allo sviluppo del Bridge in Italia: 35.000 tesserati riuniti in oltre 400 Società distribuite su tutto il territorio nazionale, ma oltre due milioni di appassionati in tutta la penisola.
L'obiettivo della F.I.G.B.è quello di promuovere, sostenere e migliorare il gioco del Bridge come attività sociale, ricreativa e agonistica e a questo scopo promuove e sviluppa la didattica bridgistica.

Il Bridge sport

Lo sviluppo del Bridge, che è il gioco più diffuso al mondo contando diverse decine di milioni di appassionati, è dovuto principalmente al fatto che può essere praticato da chiunque, a qualunque età e a costi praticamente nulli, favorisce l'aggregazione e la socializzazione, costituisce elemento formativo per i più giovani (abituandoli al rispetto delle regole, ai processi di analisi e sintesi, alla logica e alla deduzione) e costituisce per tutti un'insostituibile palestra di esercitazione mentale.

 

Il bridge sport, cioè il bridge agonistico, viene praticato in gare, a coppie o a squadre, che si svolgono con un meccanismo di comparazione dei risultati ottenuti dai partecipanti che giocano tutti le medesime smazzate.

Di conseguenza il miglior punteggio sarà ottenuto da chi avrà sfruttato al meglio le proprie carte, annullando così l'influenza della fortuna (determinante invece in tutti gli altri giochi in cui il punteggio assume un valore assoluto fortemente dipendente dall'assegnazione di carte "belle" o "brutte").

In base ai risultati ottenuti nelle gare nazionali o internazionali è attribuito ai giocatori un punteggio che determina una classifica di valori che da diritto all'inserimento in categorie di merito che attribuiscono una qualifica tecnica.

In Italia i giocatori tesserati F.I.G.B. sono suddivisi in quattro categorie (Non Classificati, Terza, Seconda e Prima Categoria).
La classifica mondiale di ogni tempo vede ai primi due posti Giorgio Belladonna e Benito Garozzo, che molto difficilmente potranno mai essere superati da altri giocatori.
La disciplina sportiva è organizzata a livello mondiale dalla W.B.F. (sede a Ginevra) , che conta oltre 100 Paesi aderenti e circa 1.500.000 tesserati, suddivisi in otto zone geografiche, e, a livello europeo, dalla E.B.L. (sede a Parigi), che conta oltre 30 Paesi aderenti e oltre 300.000 tesserati.
In Italia la disciplina è diretta dalla F.I.G.B. (sede a Milano) organizzata tramite circa 400 società sportive che annoverano complessivamente oltre 35.000 tesserati che praticano bridge agonistico, mentre un sondaggio effettuato nel 1987 da una società specializzata ha rilevato che sono oltre due milioni gli italiani che praticano il bridge come gioco e passatempo.
In Italia si disputano annualmente la Coppa Italia a squadre e i Campionati Italiani a Squadre e a Coppie, nelle categorie Open, Ladies e e Mista, suddivisi per serie con un meccanismo simile a quello del Calcio.Si disputano inoltre i Campionati a Squadre e a Coppie nelle categorie Seniores (oltre 65 anni), Juniores (sotto i 25 anni), Cadetti (sotto i 20 anni) e Allievi Scuola Bridge.

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